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	<title>admin9129 &#8211; Green Fill</title>
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	<description>Benessere vegetale</description>
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		<title>Prodotto in evidenza: Feedstim</title>
		<link>https://www.greenfill.bio/prodotto-in-evidenza-feedstim/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin9129]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 13:51:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FEEDSTIM è una soluzione emulsionata bilanciata di azoto fosforo e potassio con aggiunta di microelementi chelati che assicurano alle piante una nutrizione equilibrata e arricchiti di azoto organico, vitamine, acido folico, ormoni naturali quali citochinine e auxine, aminoacidi, proteine, polisaccaridi, tutti idrolizzati e quindi di piccole dimensioni derivanti dall’estratto di Ecklonia maxima in aggiunta alla ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>FEEDSTIM è una soluzione emulsionata bilanciata di azoto fosforo e potassio con aggiunta di microelementi chelati che assicurano alle piante una nutrizione equilibrata e arricchiti di azoto organico, vitamine, acido folico, ormoni naturali quali citochinine e auxine, aminoacidi, proteine, polisaccaridi, tutti idrolizzati e quindi di piccole dimensioni derivanti dall’estratto di Ecklonia maxima in aggiunta alla formulazione come aditivante.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita la <strong><a href="https://www.greenfill.bio/portfolio-items/feedstim/">scheda del prodotto</a></strong>.</p>
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		<title>Fertirrigazione: tecniche per eseguirla correttamente</title>
		<link>https://www.greenfill.bio/fertirrigazione-tecniche-per-eseguirla-correttamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin9129]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 13:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per svolgere l'operazione in modo semplice occorre fare attenzione alla preparazione della soluzione madre e valutare le varie modalità di distribuzione della stessa nella rete irrigua. Il video tutorial del Canale emiliano romagnolo, parte del progetto Acqua.docet Per il raggiungimento di standard produttivi elevati e costanti nel tempo le colture agrarie necessitano di un buon ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="subheader">Per svolgere l&#8217;operazione in modo semplice occorre fare attenzione alla preparazione della soluzione madre e valutare le varie modalità di distribuzione della stessa nella rete irrigua. Il video tutorial del Canale emiliano romagnolo, parte del progetto Acqua.docet</h3>
<p>Per il raggiungimento di standard produttivi elevati e costanti nel tempo le colture agrarie necessitano di un buon livello di fertilità del terreno, rendendo necessario l&#8217;apporto di <strong>sostanze fertilizzanti</strong> che vengono assorbite dalla pianta insieme all&#8217;<strong>acqua</strong>.</p>
<p>In una sola parola si parla di <strong>fertirrigazione</strong>. Una tecnica che si basa su un effetto sinergico: l&#8217;acqua è fondamentale per l&#8217;assorbimento dei fertilizzanti. Senza la giusta quantità d&#8217;acqua nel terreno i nutrienti non riescono ad essere assorbiti dalla pianta. L&#8217;acqua infatti è l&#8217;unico &#8220;mezzo di trasporto&#8221; dei nutrienti, l&#8217;unico veicolo che permette loro di entrare a far parte del metabolismo vegetale. Per questo la fertirrigazione può far <strong>aumentare quantità e qualità</strong> delle produzioni, andando ad <strong>aumentare la redditività</strong>delle colture.</p>
<p>Entrando più nel dettaglio, la tecnica della fertirrigazione consiste nell&#8217;andare a somministrare in maniera frazionata i fertilizzanti attraverso il sistema di irrigazione. Rappresenta un efficace sistema per ottimizzare la distribuzione dei concimi, con il duplice obiettivo di <strong>massimizzare i guadagni dell&#8217;agricoltore</strong> e allo stesso tempo <strong>tutelare l&#8217;ambiente</strong> sia attraverso un aumento delle rese e delle qualità dei prodotti che attraverso una diminuzione della lisciviazione dei nutrienti, in particolare dell&#8217;azoto.</p>
<p>Ma per eseguire facilmente la fertirrigazione è necessario tenere in considerazione due aspetti: la <strong>corretta preparazione della soluzione madre</strong>e le <strong>modalità di iniezione</strong> di quest&#8217;ultima <strong>nella rete aziendale irrigua</strong>.</p>
<p>Il seguente <strong>video</strong> del <strong>Canale emiliano romagnolo</strong> (Cer), rientrante nel progetto <a title="Acqua.docet, un progetto per formare ed informare" href="https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2020/04/23/acquadocet-un-progetto-per-formare-ed-informare/66382" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Acqua.docet</strong></a>, tratta proprio questo tema. Un video tutorial con indicazioni chiare, formule per la preparazione della soluzione madre e accortezze per trarne il maggior beneficio economico.</p>
<p><strong>Le conoscenze: corretta preparazione della soluzione madre</strong></p>
<p>Per una corretta <strong>preparazione</strong> della <strong>soluzione madre</strong> è necessario prima di tutto conoscere la <strong>qualità dell&#8217;acqua</strong>.<br />
Analizzandone la temperatura è possibile determinare il grado di solubilità dei fertilizzanti.</p>
<p>Ma prima di preparare la soluzione madre, una volta determinati i quantitativi totali di elementi fertilizzanti da apportare alla coltura, è necessario <strong>calcolare i chilogrammi di concime</strong> che dovranno essere disciolti. Il calcolo viene effettuato a partire dalla dose di elemento da distribuire per ettaro, rapportandolo alla superficie fertirrigata e al titolo del composto commerciale impiegato.<br />
Dopodiché è necessario anche calcolare il <strong>volume d&#8217;acqua</strong> necessario.</p>
<p>Infine, una volta preparata la soluzione madre, si procede alla <strong>miscelazione</strong>dei fertilizzanti con l&#8217;acqua di irrigazione attraverso iniezione diretta della soluzione madre nell&#8217;impianto di irrigazione.</p>
<h4><strong>Le attrezzature: iniezione della soluzione madre</strong></h4>
<p>L&#8217;iniezione della soluzione madre nell&#8217;impianto irriguo può avvenire in modi diversi a seconda del tipo di suolo, della coltura e dell&#8217;impianto fertirriguo di cui si dispone. E la modalità di distribuzione ha notevoli riflessi sull&#8217;efficacia dell&#8217;intervento fertirriguo.</p>
<p>Tra le varie <strong>modalità</strong> di distribuzione, sono <strong>due</strong> quelle che vengono maggiormente impiegate in pieno campo: la <strong>fertiniezione a concentrazione costante</strong> e la <strong>fertiniezione in tre fasi</strong>.</p>
<p>La <strong>fertiniezione a concentrazione costante</strong> viene impiegata quando si effettua la fertirrigazione <strong>per aspersione</strong> con macchine semoventi e la distribuzione viene effettuata durante tutta l&#8217;irrigazione, mantenendo una <strong>concentrazione costante</strong> della soluzione nutritiva nella linea di distribuzione.</p>
<p>La <strong>fertiniezione in tre fasi</strong>, invece, è impiegata quando si effettua la fertirrigazione con <strong>impianti di irrigazione fissi</strong>, sia a goccia che ad aspersione. Nello specifico l&#8217;irrigazione viene divisa in tre parti. In una prima fase, pari a circa il 40-50% del tempo totale di irrigazione, viene distribuita solo acqua, nella fase centrale tutto il volume della soluzione madre, calcolato solo sulla base della solubilità del composto (20-30% del tempo) e, nella restante fase l&#8217;irrigazione viene effettuata di nuovo con la sola acqua.</p>
<p>In entrambe le modalità si deve fare particolare attenzione alla <strong>concentrazione della soluzione fertirrigua</strong>.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.consorziocer.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cer &#8211; Consorzio per il Canale Emiliano Romagnolo</a></em></p>
<p><em>Autore: G R</em></p>
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		<title>Fertilizzanti naturali, Ateneo di Firenze scopre il potenziale dei batteri rizobi</title>
		<link>https://www.greenfill.bio/fertilizzanti-naturali-ateneo-di-firenze-scopre-il-potenziale-dei-batteri-rizobi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin9129]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2020 17:42:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca sugli scambi metabolici con le leguminose rivela il potenziale di questi batteri come fertilizzanti al posto di analoghi prodotti industriali a base di azoto. FIRENZE – Si chiamano simbiosi le associazioni in natura fra più individui di specie diverse che consentono un reciproco vantaggio. E’ il caso dei rizobi, batteri del suolo, che entrando in ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Una ricerca sugli scambi metabolici con le leguminose rivela il potenziale di questi batteri come fertilizzanti al posto di analoghi prodotti industriali a base di azoto.</h3>
<p><strong>FIRENZE –</strong> Si chiamano simbiosi le associazioni in natura fra più individui di specie diverse che consentono un reciproco vantaggio. E’ il caso dei rizobi, <strong>batteri del suolo</strong>, che entrando in relazione con le leguminose riescono a <strong>trasformare l’azoto atmosferico in ammonio, fondamentale per la sintesi delle proteine</strong>. Nasce così un delicato equilibrio in cui la pianta cede proprie risorse al batterio per permettergli di produrre ammonio, facendo attenzione però a non limitare eccessivamente la propria crescita proprio a causa di queste risorse cedute al suo “ospite”, che si installa nelle radici della pianta in regioni dette “noduli”.</p>
<p>L’enorme complessità di scambi metabolici fra piante e batteri è stata ora studiata e ricostruita attraverso un modello virtuale di nodulo (nominato ViNE per <em>“Virtual Nodule Environment”</em>) in uno studio pubblicato su <em>Nature</em><em>Communications,</em> guidato dall’Università di Firenze in collaborazione con Queen’s University (Canada) e Luxemburg University. In campo applicativo i rizobi hanno riscosso grande interesse per<strong> la possibilità di utilizzarli come fertilizzanti al posto di analoghi prodotti industriali a base di azoto.</strong></p>
<p>“Si tratta – spiegano <strong>Marco Fondi</strong> e <strong>Alessio Mengoni</strong>, rispettivamente ricercatore e docente di Genetica al Dipartimento di Biologia, autori della ricerca insieme al giovane ricercatore Michelangelo Tesi – di uno dei primi modelli che prende in considerazione il processo generale di simbiosi, uno dei più grandi e comprensivi, di circa 6500 reazioni metaboliche al suo interno. Finora ha permesso di capire qual è l’effetto, sulla crescita della pianta, di una fissazione dell’azoto più o meno efficiente e come il metabolismo del batterio cambi durante le diverse fasi della simbiosi. Ma in futuro, <strong>ViNE rappresenterà una risorsa per l’intera comunità scientifica impegnata sul fronte dei rapporti batteri-piante</strong>”.</p>
<p><em>Fonte: Università di Firenze</em></p>
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